Vaccinazioni ed autismo: il potere della (dis)informazione.


Vaccinazioni ed autismo: il potere della (dis)informazione.

Fu durante gli anni della scuola di specializzazione che mi imbattei per la prima volta in un caso di richiesta di risarcimento danni per autismo. I genitori del piccolo T. avevano intentato una causa nei confronti del Ministero della Sanità, nella convinzione che la malattia del figlio fosse stata causata dal thimerosal, un composto organico del mercurio che – all’epoca della somministrazione- veniva utilizzato come conservantein alcuni dei vaccini obbligatori.
Non avendo mai incontrato l’argomento nel corso degli studi, feci quello che nessuno mai dovrebbe fare: digitai su un comune motore di ricerca le parole “vaccino” e “autismo”.
Scopriicosì che esistevano delle vere e proprie leghe antivaccinazione: genitori di bambini autistici – e qualche medico – convinti che esistesse un nesso causale tra l’esordio della patologia ed il vaccino. Ma bisognava consultare la letteratura scientifica specialistica, indagare e capire se vi fosse un qualche oggettivo fondamento: riuscii a recuperare un centinaio di articoli in lingua inglese e, dopo averli catalogati per importanza (impact factor) ed attinenza al tema, il quadro che ne emerse fu tutt’altro.
Il Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), l’Accademia Americana di Pediatria (AAP), la Food and Drug Administration (FDA), l’Agenzia Europea per la Valutazione dei Medicinali (EMEA)e l’Organizzazione Mondiale della Sanità respingevano, in modo unanime, l’ipotesi che il thimerosal potesse provocare l’autismo. Tale convincimento era – ed è – dimostrato da numerosi studi scientifici,sia tossicologici che epidemiologici, che escludono la sussistenza di una correlazione causale.
A fronte di tali “luci”, però, un medico americano, Mark R. Geier, che fino ai primi anni del 2000godeva di una certa credibilità nelle aule di tribunale, ha contribuito, insieme al figlio David,a creare ed alimentare delle infondate ombre sulla questione. È stato, infatti, dimostrato che gli esiti degli studi pubblicati dai due dottori Geier, secondo i quali esisterebbe una relazione causale tra thimerosal e autismo, sono frutto di un’errata applicazione del metodo scientifico. Il dott. M.R.Geier, oltre a fornire assistenza come consulente tecnico di parte (quindi sempre dietro pagamento da parte dei pazienti),sosteneva di riuscire a curare i bambini autistici somministrando loro un cocktail di farmaci che avrebbe dovuto rimuovere dall’encefalo il mercurio inoculato con i vaccini. Dal 2011, M.R.Geier non ha potuto più esercitare nello Stato del Maryland.
Ma anche l’Italia vanta professionisti che, come Geier, sempre dietro lauto pagamento, forniscono assistenza nei contenziosi e propinanodiete privative e farmaci chelanti il mercurio per curare l’autismo. Si tratta di metodi non convenzionali che la scienza medica ufficiale ha sempre dichiarato privi di efficacia.
Cadere nella trappola non è difficile per un genitore che, improvvisamente, scopre che il proprio figlio è autistico. In assenza di una valida rete di assistenza e di informazione, all’esordio dei sintomi della patologia, i genitori si trovano, improvvisamente e inaspettatamente, tra le braccia un figlio che non è più capace di comunicare, interagire ed esprimere emozioni come prima. A ciò si aggiunga che, ad oggi, non esiste una terapia validata, sicura ed universale, capace di curare la malattia. Peraltro, il “mito” della correlazione tra vaccini e autismo è in gran parte alimentatodalla fortuita coincidenza tra l’età in cui normalmente i minori sono sottoposti alle vaccinazioni obbligatorie e quella in cui l’autismo manifesta in maniera inequivocabile i sintomi tipici, non identificabili ed evidenti nei primi mesi di vita del bambino.
Sebbene il Ministero della Sanità Italiana, anche a mezzo stampa, abbia già ampiamente ribadito che non esiste correlazione causale tra vaccinazioni ed autismo e che, comunque, da diversi anni le preparazioni vaccinali utilizzate sono thimerosal-free,la controinformazione continua a mietere vittime, come dimostrato anche dai recenti fatti di cronaca.
Appare pertantonecessario che tutta la comunità scientifica fornisca sempre informazioni chiare sui (pochi) rischi ed i (molti) benefici connessi alla vaccinazione, oltre adoffrire sostegno alle famiglie di bambini autistici e non fomentare contenziosi inutili ed infondati:obiettivo per cui anche l’ASSOMEL, Associazione medici legali, continua a impegnarsi.

Dott.ssa Pierangela Fleres
Medico Legale
Socio fondatore dell’ASSOMEL