Responsabilità professionale: il giudizio controfattuale


La recente sentenza n. 39497-2017  della Corte Suprema di Cassazione, III° Sez. penale, che di seguito viene allegata, ribadisce un aspetto imprescindibile nel ragionamento medico legale al fine del riconoscimento di una condotta omissiva nel campo della responsabilità professionale: il giudizio controfattuale.

Il meccanismo contro-fattuale è necessario per stabilire l’effettiva rilevanza condizionante della condotta del sanitario e, di conseguenza, l’effetto salvifico delle cure omesse (cfr Cass., Sez. IV Penale, 30 maggio 2013, n. 23339) o, come si legge nella sentenza in calce, la dimostrazione del giudizio controfattuale è necessario per accertate la configurabilità della ineludibile relazione causale tra la condotta omissiva addebitata all’indagato e l’evento; e, pertanto, DEVE essere dimostrato al fine di accertare la sussistenza della responsabilità.

La mancanza o l’incongruente dimostrazione del giudizio controfattuale fa perdurare il ragionevole dubbio riguardo alla reale efficacia condizionante della condotta omissiva in relazione al determinarsi dell’evento.

Le domande che il medico legale deve porsi sono, dunque,: l’evento era in quel momento reversibile? l’adozione di una condotta diligente omessa nel caso specifico avrebbe potuto impedire l’evento? Nella struttura ospedaliera c’erano i mezzi per intervenire rapidamente in quel momento specifico quando l’evento era da considerarsi ancora reversibile?

La ricostruzione di tale ragionamento, poi, deve ancorarsi ad affidabili informazioni scientifiche nonché alle contingenze significative della fattispecie concreta.

 

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