“NUOVE FRONTIERE DEL DANNO DI RILEVANZA MEDICO LEGALE” – Padova maggio 2018


Convegno Medico-giuridico dal titolo “NUOVE FRONTIERE DEL DANNO DI RILEVANZA MEDICO LEGALE”. Padova, 11-12 Maggio 2018, Società Medico Legale del Triveneto.

Il 12 maggio si è concluso a Padova l’interessante convegno medico-giuridico organizzato dalla Società Medico Legale del Triveneto, patrocinato dall’Università degli Studi di Padova, l’Ordine Provinciale dei medici chirurghi e odontoiatri di Padova, l’Ordine degli Avvocati di Padova, la Fnomceo, la Simla, la Sismla e la Scuola Superiore della Magistratura (SSM).

Hanno partecipato all’evento nomi illustri della medicina legale e della magistratura; gli interventi sono stati di grande spessore formativo e hanno fornito numerosi spunti di riflessione, in particolare sul futuro della medicina legale.

L’evento è stato introdotto dal dott. Enrico Pedoja, Segretario Nazionale della SISMLA, e dal prof. Massimo Montisci, professione ordinario di Medicina Legale, Università di Padova: l’interessante binomio rappresentato dall’Università e dalle Società scientifiche, promotrici dell’evento, hanno certamente messo in luce, come ribadito dallo stesso Pedoja, l’importanza di una stretta collaborazione tra le Società scientifiche medico legali e l’università, al fine di garantire ai nuovi medici legali una continuità tecnico-operativa.

Hanno portato i loro saluti la dott.ssa Zanaldi, presidente SMLT, il prof. Zoia, presidente della SIMLA; il dott. Leoni, vice presidente della Fnomceo che ha favorevolmente espresso la disponibilità della Federazione a partecipare fattivamente alla stesura di “linee guida” per la professione medico legale; il dott. Marozzi, Segretario Famli, nonché consigliere Simla, che, nel suo modo sempre incisivo e simpaticamente accattivante, ha introdotto più volte, nel corso delle giornate di lavoro, motivi di riflessione sul modus operandi medico legale, nonché sulla necessità di tratteggiare una linea di confine tra il ruolo medico legale e il ruolo del giudicante, perché ciascuno lavori rispettando i limiti dettatati dalle diverse “formazioni professionali”.

Troppe sarebbero le parole da spendere per ciascun intervento, tutti estremamente interessanti e formativi; per brevità, qui elencheremo solo alcuni degli argomenti affrontati, scusandoci per coloro che, non verranno citati, ma che sono stati certamente di grande spessore.

I lavori sono iniziati con l’esposizione del dott. Pedoja, che in tema di spese sanitarie, ha anticipato la prossima pubblicazione sul sito della SMLT di un elenco delle spese medie richieste per i trattamenti fisiatrici nel Triveneto.

Il dott. Venturin, nella sua duplice veste di medico legale e di spec.sta in medicina Fisica e riabilitativa, ha esplicitamente osservato ciò che da tanto tempo ciascuno nella propria esperienza lavorativa si è sempre detto, ovverosia che i tempi di accesso ai trattamenti fisiatrici riabilitativi presso le strutture pubbliche sono sempre eccessivi rispetto alle reali necessità del paziente, determinando così un efflusso inevitabile verso le strutture private convenzionate o meno, con un aggravio nella spesa sanitaria documentata.

L’attenzione è stata incentrata anche sul tema delle spese future, la cui “congruità” deve essere doverosamente valutata dal consulente, che dovrà valutare le probabili e attendibili conseguenze di una lesione (il danno futuro) e in conformità a questo, valutare se i trattamenti proposti (spese future) possano ritenersi efficaci, in che numero, a quale costo medio e da quali professionisti dovrebbero essere erogate (Trib. di Bologna, 2015).

Interessante l’osservazione del dott. Pravato sul significato di “compatibilità” delle spese, termine spesso utilizzato impropriamente nella formulazione dell’incarico; termine che, invece, andrebbe adeguatamente sostituito dal consulente con altri aggettivi, quali “congruo, proporzionato, rispondente, opportuno”, ecc. dopo una puntuale verificare 1. della correttezza dei documenti, 2. verifica dei professionisti sanitari certificanti, 3. sul nesso di causa con le lesioni e 4. una valutazione critica del piano di trattamento e degli accertamenti eseguiti, ove con trattamento va intenso la diagnosi+le cure.

In merito al nesso causale e all’opportunità delle spese e dei trattamenti, il primo passo, ci spiegano i relatori, è il congruo inquadramento iniziale della lesione (es. es. WAD I, II o III, ecc.), il dolore secondo le scale più in uso (es. la VAS) e la quantificazione dei deficit (NDI); ricordandosi, però, che il criterio clinico rappresenta sempre il punto di partenza e che, giacché un trattamento che funziona non è un trattamento che si può contestare, la mancanza di “evidenza” per un certo trattamento non equivale necessariamente alla sua “inefficacia”.

Sulla congruità delle spese, è giunta anche la domanda provocatoria, ma non per questo meno carica di significati, del dott. Marrozzi, che si chiede e ci chiede come giudicare le spese relative ad esami strumentali non effettuati a scopi “clinici” ma esclusivamente “probatori”, in quanto “imposti” dalla legge che consente il risarcimento di ciò che è “strumentalmente” accertato (in tal senso richiamando le linee guida della SIMFER, uniche al momento rispetto al trattamento dei colpi di frusta, che non ritengono indispensabili esami strumentali per il Whiplash in assenza di danno).

Sempre il dott. Marrozzi richiama, per introdurre la sua presentazione, una nota affermazione di Pessoa “tutti gli uomini sono eccezioni a regole che non esistono”, per ricordarci che il metro di valutazione non può essere sempre uguale per tutti.

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Più volte nel corso delle giornate lavorative si è tornati sul tema della sofferenza, argomento particolarmente a cuore al dott. Pedoja; interessante, al riguardo, l’osservazione della prof.ssa Zivit, Professore associato di Diritto Privato presso l’Università di Trieste, che ha commentato “ogni invalidità rispecchia tante menomazioni, pertanto la stessa percentuale non corrisponde alle stesse ripercussioni che ciascuna menomazione può determinare sul soggetto” affermazione condivida dal dott. Simone, Presidente della II sez. Civile del tribunale di Venezia, secondo cui la sofferenza per definizione è un elemento molto soggettivo (richiamando, favorevolmente, il documento di sintesi sulla sofferenza della SISMLA).

Tali argomentazioni hanno condotto i relatori a commentare che anche il danno morale andrebbe “personalizzato”.

La prof.sa Ziviz ha anche aggiunto che il concetto di “vittima media” o “sofferenza media” non andrebbero intesi nel senso letterale, ma nel senso di “riconosciuto a prescindere dalle prove”; tale osservazione non è di poco conto, se riflettiamo sul significato stesso di sofferenza e sulla necessità che sia provato e in che modo quel quid in più di sofferenza che ci consenta una maggiorazione del punto. A tal fine, osserva il dott. Simone, “l’essere gaudente o meno non può prevedere sempre un danno in più, rispetto a chi invece decide di trascorrere il suo tempo chiuso in casa, perché ognuno è padrone del proprio tempo”.

La giornata conclusiva del congresso, moderata dal dott. Di Mauro Lucio, Segretario SIMLA, si apre con un interessante intervento della dott.sa Lanteri, magistrato della II sez. Civile del Tribunale di Padova, alla quale certamente si deve riconoscere il plauso di aver delineato in modo esplicito il ruolo centrale del medico legale nell’ambito della valutazione del danno, giacchè lo specialista in medicina legale rappresenta quel clinico che sa interfacciarsi con i Giudici e soprattutto è colui al quale è chiesto di fornire la “prova rigorosa”: non è l’accertamento strumentale la prova “principe” ma l’accertamento “medico legale” (cit. sentenza 18763/16 e successiva del 2018).

Nel corso della mattina è intervenuto anche il dott. Travaglino, Presidente della III sez. Civile della Corte di Cassazione, che ci ricorda che il danno esemplare che consente di comprendere profondamente il significato della sofferenza e del “cambiamento della vita” è il danno da perdita di un congiunto.

Ci dice Travaglino che sofferenza/dolore non vanno di pari passo con il cambiamento della vita, non crescono esponenzialmente insieme, ma sono due entità che si muovono separatamente, così come una diversità di condotta del danneggiante può determinare anche una sofferenza diversa nel danneggiato: pertanto sarà doveroso valutare in modo rigoroso caso per caso. “Bisogna evitare di cadere in automatismi valutativi”, ci ricorda il dott. Travaglino, e avere un correttivo per la sofferenza è un bene; così come la valutazione del danno morale va sganciata dal danno biologico, non potendo essere proporzionale a quest’ultimo: il danno non patrimoniale, infatti, è unico “giuridicamente” ma non “fenomenologicamente”.

Le giornate di lavoro si sono concluse con i saluti e i ringraziamenti degli organizzatori dell’evento e con il personale contributo del dott. Marrozzi che ha ribadito a gran voce, tra gli applausi del pubblico, che “le problematiche economiche, seppure mi interessano come cittadino, non si possono riversare sulla mia valutazione tecnica”.

Infine, appare doveroso ricordare anche l’intervento del Prof. S. Davide Ferrara, Professore emerito di medicina Legale nonché presidente IALM, che, ricordandoci il grande patrimonio medico legale italiano, ci richiama alla memoria l’eredità di egregi studiosi della medicina legale, come Barni e Introna, che hanno sempre coniugato filosofia umanistica e scienza e ha più volte ribadito che solo coltivare questo binomio ci consentirà nel futuro di fare la differenza nel panorama internazionale e di “ricucire le “fissurazioni” che le nuove generazioni hanno creato.

 

A seguire alcune sentenze e articoli citati in corso di evento

17160:2012 sentenza

2011-02-26_raccomandazioni diagnostico-terapeutiche simfer per la cervicalgia

Pain-2008-Kamper

SENTENZA N. – 235:2014

CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

sentenza 12690 del 2011

sentenza 901:18

Whiplash-Associated-Disorders-Australia-2001

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